La malattia di Tay-Sachs, o gangliosidisi GM2, fa parte di un gruppo di
malattie metaboliche chiamate Lisosomiali. Malattie causate dal difetto
di uno dei numerosi enzimi che hanno il compito di degradare diverse
molecole all’interno della cellula. Il processo di degradazione avviene
in particolari compartimenti della cellula chiamati lisosomi (delle
microscopiche “bolle” delimitate da membrane, poste all’interno della
cellula).Nelle malattie Lisosomiali, il difetto dell’enzima causa
un’accumulo di sostanze nocive all’interno dei lisosomi e determina
gravi danni alla cellula.
Quasi tutte le malattie Lisosomiali sono gravi e per nessuna esiste una
cura efficace. La maggior parte delle malattie Lisosomiali ha un decorso
progressivo che porta al deterioramento delle funzioni vitali, molte di
esse hanno esito infausto.
Nella Tay-Sachs l’enzima deficitario è l’esosaminidasi A che ha il
compito di sintetizzare le sostanze lipidiche nel sistema nervoso.
COME SI TRASMETTE
La Tay-Sachs è trasmessa in modo autosomico recessivo. In altre parole,
un individuo presenta i sintomi della malattia solo se possiede
un’alterazione in entrambe le copie del gene (ad eccezione dei cromosomi
sessuali, ognuno di noi possiede 2 copie di ogni cromosoma – una materna
e una paterna – e quindi 2 copie di ogni gene). Chi invece ha una copia
del gene normale e una alterata è un portatore sano, e generalmente non
presenta alcun sintomo. Quindi, un bambino malato può nascere solo se
riceve una copia difettosa del gene da ciascuno dei genitori, entrambi
portatori sani dell’alterazione genetica. Una coppia di portatori sani
avrà il 25%, di possibilità ad ogni gravidanza, di concepire un figlio o
una figlia malati, il 50% di avere un figlio o una figlia portatori
sani, il 25% di avere un figlio o una figlia sani e non portatori.
SINTOMI
• ARRESTO DEI
PROCESSI MENTALI
-
REAZIONI DI SPAVENTO A RUMORI IMPROVVISI
-
INCAPACITA’ DI REAGIRE
AGLI STIMOLI
(non sorride, non si volta…)
-
RITARDO MENTALE
• INDEBOLIMENTO PROGRESSIVO DEI MUSCOLI
-
PROGRESSIVO
ARRESTO DELLA
CRESCITA
-
DEBOLEZZA
- PERDITA DELLA COORDINAZIONE
- PERDITA DELLA CAPACITA’ MOTORIE
- PROGRESSIVA INABILITA’ AD
INGHIOTTIRE
-
DIFFICOLTA’ RESPIRATORIE
- PARALISI TOTALE
• DISTURBI VISIVI
-
MACCHIA ROSSO CILIEGIA SUL FONDO OCULARE
NEL 95% DEI
CASI
- PERDITA
DELLA CAPACITA’ DI FISSARE LO
SGUARDO
- CECITA’
• IPERSENSIBILITA’
ACUSTICA ED EVENTUALE SORDITA’
• CRISI CONVULSIVE
• LINEAMENTI DELICATI E CARNAGIONE PALLIDA, TRASLUCIDA
• CIGLIA LUNGHE E CAPELLI
SOTTILI
DECORSO
I neonati affetti da Tay-Sachs appaiono completamente normali alla
nascita, fino a 3-6 mesi di vita l’accrescimento è apparentemente
normale. Il segno più precoce della malattia è rappresentato da una
lieve debolezza motoria, e da una lentezza nelle risposte agli stimoli
esterni.
L’irrequietezza e l’irritabilità sono comunque i primi segni della
malattia, così pure un’esagerata risposta ai suoni acuti, non
necessariamente alti, a cui il lattante reagisce con improvvisa
estensione di entrambi gli arti superiori ed inferiori. E la presenza di
una macchia rosso ciliegia in ambedue le zone maculari.
Presto diventano evidenti una regressione, una perdita delle abilità
motorie e mentali già acquisite, una progressiva debolezza, un’ipotonia,
uno scarso controllo della testa e un’incapacità di raggiungere
grossolane abilità motorie (come lo strisciare o lo stare seduti senza
sostegno).
I sintomi neurologici progrediscono rapidamente sino alla perdita di
ogni possibilità di movimenti spontanei o volontari e progressivamente
il neonato risponde meno ai famigliari e a chi lo circonda. La vista
peggiora rapidamente fino ad arrivare alla completa cecità.
Nello stesso tempo compaiono le crisi convulsive e un progressivo
ingrandimento della circonferenza cranica.
L’ulteriore deterioramento nel secondo anno di vita conduce
invariabilmente alla postura decerebrata, a difficoltà nella
deglutizione, all’aumento delle crisi convulsive, e alla fine ad uno
stato vegetativo.
La morte sopraggiunge tra i tre e i cinque anni di vita, dovuta in
particolar modo a complicanze polmonari e respiratorie.