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Io sono
Leda e la mia storia inizia il 12 luglio 2004 alle ore 12:57, appena mi
hanno vista, mamma e babbo hanno pensato che fossi la cosa più bella e
speciale del mondo.
Sono sempre stata una bimba abbastanza tranquilla, anche se ho passato
dei momenti in cui piangevo inconsolabilmente senza un perché apparente.
Ho sempre adorato stare in braccio, soprattutto a mamma, il contatto, le
attenzioni e tante coccole.
Dimenticavo, fatemi tutto ma non datemi da mangiare… per me è veramente
un’angoscia quando mi presentano il cucchiaio… solo alla puppa di mamma
non ho mai detto di no!
Verso i quattro mesi ho iniziato a tenere gli oggetti in mano, e seduta
sul seggiolone, dopo i cinque mesi, giocavo con i miei giochini.
Intorno ai cinque mesi 1\2 ho cominciato a stare seduta da sola. A circa
sei mesi 1\2 ho iniziato a puntare i piedi e come ero felice quando lo
facevo.
Sembrava, insomma, che le cose stessero andando come dovevano.
Ad un certo punto però, intorno ai sette mesi, ho iniziato piano piano
ad essere meno attiva e vispa… inizialmente ho diminuito tutti i
gorgheggi e i vari strillini che facevo, fino ad arrivare a non tenere
più in mano gli oggetti e non stare quasi più seduta senza sostegno.
Ho passato anche un periodo che prestavo
veramente poca attenzione al mondo
che mi circondava.
Dopo varie pressioni, mamma e babbo, a cui tutta la situazione sembrava
impossibile e surreale, si sono decisi a portarmi da un neuropsichiatra
infantile, ma prima che potessero prendere appuntamento, il 17 marzo
2005, durante la notte ho iniziato a vomitare. Mamma che era sola,
perché babbo era al lavoro, si è presa anche un “po’” di paura ma non ha
perso la calma ha avvisato babbo e zia e così mi hanno portato al pronto
soccorso.
E da lì è iniziato questo impervio e lungo percorso per scoprire quale
fosse il problema…
Sono stata ricoverata per sei giorni al Meyer a Firenze dopo un secondo
episodio di vomito a distanza di quindici giorni dal primo, per fare
tutti gli accertamenti del caso.
Mi hanno rigirato come un calzino e bucato come un portaspilli… tutto
faceva supporre che io avessi una malattia metabolica, l’elemento chiave
una macchia rosso ciliegia sul fondo dell’occhio… ma per la diagnosi
definitiva abbiamo dovuto aspettare quasi due mesi.
Nel frattempo un barlume di speranza si è acceso in tutte le persone che
mi vogliono bene… ci sono stati dei progressi, sembravo un’altra, più
sveglia, seguivo e ridevo, mi muovevo, cercavo di
tirarmi su quando ero sdraiata, mi giravo su entrambi
i fianchi, quasi a
pancia in giù e ho iniziato nuovamente a prendere i giochi in mano… ma
tutto questo è stata una falsa illusione…
…lunedì 23 maggio 2005 la tragica e dolorosa notizia… Ho una malattia
“molto seria e importante” come è stata definita dai dottori... la TAY-SACHS (gangliosidosi GM2), una di quelle malattie per cui non c’è
nulla da fare… una di quelle malattie che quando te ne danno la notizia
non trovi più nemmeno la strada di casa e il mondo ti crolla addosso,
questo è quello che è successo alla mia mamma e al mio babbo… si sono
sentiti andar via la terra da sotto i piedi ed il buio è sceso su di
noi……
…… comunque al momento io sono una bimba molto tranquilla e serena…
spesso mi faccio delle gran risate… e dimenticavo: sono sempre più
bella!!!
Mamma e babbo mi dicono sempre che io gli do la gioia più grande ma al
contempo stesso il dolore più profondo… |